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Ducati Panigale V4 R: the Race Machine

30 novembre 2018
di Fabio Meloni
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  • 1/8 Ducati Panigale V4 R 2019: il test di Motociclismo
    Siamo scesi in pista sul circuito di Jerez de la Frontera, in esclusiva per l’Italia, per raccontarvi che effetto fanno 234 CV, 16.500 giri/min e un paio di ali in carbonio. Vi diciamo come va la supersportiva della Casa di Borgo Panigale

    Della Panigale V4 R sapete ormai tutto: motore, ciclistica, elettronica e prezzo. Non ci resta che raccontarvi come va, dopo averla provata in esclusiva per l’Italia sul tracciato di Jerez de la Frontera.

    Tra i meriti di Ducati nell'ambito delle supersportive c'è quello di riuscire sempre a consegnare nelle mani delle persone moto uniche, nel look e soprattutto nel carattere e nelle sensazioni che danno. Si può discutere mesi, poi, se sia giusto o vantaggioso seguire una strada battuta o tracciarne una alternativa, ma non è questo il punto. Il punto è che le moto da corsa e da pista della Casa di Borgo Panigale lasciano il segno. La massima espressione di questo concetto è la nuova Panigale V4 R, moto significativa per varie ragioni (i numeri di cui è accreditata, per esempio). La prima che dovete conoscere è il fatto che per la prima volta nella storia delle versioni R, il reparto corse di Ducati ha modificato non solo motore e ciclistica, ma anche la carenatura, che sfrutta molte soluzioni sviluppate in MotoGP. Coi regolamenti SBK sempre più limitanti in termini di modifiche alle moto nella trasformazione tra strada e pista, è necessario avere una versione di serie ultraperformante. E come potete leggere nella descrizione delle novità introdotte, la V4 R lo è. Eccome.

    Ducati Panigale V4 R: the Race Machine

    Parlavamo del fatto di colpire, di lasciare il segno. Il primo modo in cui lo fa è col motore. Il V4 in questa configurazione è, diremmo, il protagonista assoluto della guida. Gentile ma deciso nella prima metà del contagiri - quindi, per quanto assurdo possa sembrare, nei primi 8.000 giri/min - inizia poi una rincorsa assassina verso un limitatore che sembra non arrivare mai. Continui a dirti: ora cambio. Invece lui allunga, allunga, allunga, in un crescendo di spinta sconosciuto a qualunque moto stradale avversaria. Il problema, se di problema si può parlare, è che si arriva alle curve fortissimo. Bisogna quindi appellarsi all'impianto frenante sperando abbia tutta la potenza che serve per rallentare. E ce l'ha. E ha anche un'ottima modulabilità. Tutto sorvegliato da una forcella tanto indifferente ai nostri sforzi da risultare quasi antipatica. Pensi di fare la staccata della vita, non le hai fatto un baffo. Sì: è forse addirittura frustrante guidare questa moto senza avere gli strumenti per sfruttarla. È tutto così mostruosamente performante: ci sono le ali che, si sente, riducono la tendenza a impennare; c'è una grande trazione e c'è un TC attento; c'è la maneggevolezza necessaria a danzare nei destra sinistra con la grazia di un atleta. E ancora: c'è tanta protezione aerodinamica, c'è un cambio molto a punto e addirittura sorprendente in scalata per come è sapientemente accordato alla nuova frizione antisaltellamento. C'è, per dirla come va detta, una moto costruita per far rendere al meglio un pilota professionista, che si trova tra le mani qualcosa di davvero simile a una pronto gara. Sicuramente la moto più vicina a una vera moto da corsa che il sottoscritto abbia mai avuto la fortuna di guidare. Che poi, magari, un amatore per assurdo vada più forte con una moto meno performante (e meno esigente), questo non fa testo. La V4 R è la supersportiva più performante mai costruita. E guidarla è qualcosa di unico.

    Ducati Panigale V4 R: le foto dei dettagli

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