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“Le disarmonie delle moto racing diventano il loro bello”

5 agosto 2018
a cura della redazione
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  • 1/18 Il nostro test della Triumph Tramontana
    Oltre ad avere provato la Triumph Tramontana, abbiamo approfondito la conoscenza del modo in cui è stata pensata e ideata. L’intervista al designer Rodolfo Frascoli

    In occasione della prova della Triumph Tramontana, abbiamo intervistato i designer Rodolfo Frascoli. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande.

    Disegnare una moto da gara è più facile? Perché?
    “Sono due approcci molto differenti per diverse ragioni. In una moto da gara non ci sono tutte le problematiche legate alla produzione (vedi fattibilità, costi, qualità, omologazioni, etc che inevitabilmente condizionano anche lo stile). Se quindi il designer ha più libertà, la sua abilità risiede soprattutto nel dosarla e disegnarla non dimenticandosi mai tutte le funzioni imposte dall’unico scopo della moto, che è vincere. Esagerare con il design, pur potendolo fare (per esempio con superfici o dettagli messi lì con l’unico scopo di abbellirla) è dannoso ed inutile perché snatura ed indebolisce l’immagine racing. Questo equilibrio è la chiave di tutto. Essere veri appassionati del racing, vivendo le gare ed osservando le azioni dei piloti e dei meccanici aiuta: con un approccio così, è impressionante come certe estreme “disarmonie” del layout di partenza dettate da esigenze di gara (pensiamo alla posizione del roadbook nel caso specifico della Tramontana come di tutte le moto da rally) ed apparentemente inconciliabili col concetto del bello diventino il vero bello delle moto da gara. Anche per questo fanno sognare. Confesso che è una vera goduria disegnarle!”.

    Non è la prima volta che “rifai il vestito” ad una moto di serie. Quanto sei stato limitato dallo “scheletro” della Tiger?
    “Quando ho visto la prima volta la base tecnica della Tiger così modificata ho pensato subito che era una vera bomba! Nessun limite, solo stimoli quindi”.

    Come hai modificato l’ergonomia? Che cosa hai cambiato, a livello tecnico?
    “Nulla: ho rispettato fedelmente la base tecnica e l’ergonomia interamente modificate e studiate dai fratelli Lopez”.

    Grafica e colori: raccontaceli.
    “Sin dal briefing iniziale la grafica ed i colori avrebbero dovuto avere un ruolo importante nell’immagine della moto. Abbiamo fatto tantissime varianti, ma alla fine il contrasto tra il bellissimo verde opaco (colore Triumph di produzione) con il bianco lucido e il nero opaco ha conquistato tutti. Le linee grafiche nascono dalla connessione della linea telaio con il supporto del roadbook e sono decise, taglienti, tutte proiettate verso l’alto”.

    Tramontana: da dove e da chi è arrivata l’idea del nome?
    “È un nome bellissimo ed evocativo che parla di avventura, si legge e “soffia” bene in tante lingue nonostante sia piuttosto lungo. È stato scelto da Triumph, lo stesso usato sempre dai fratelli Lopez per la loro special scrambler del 2014 su base Bonneville”.

    Strada o offroad: che cosa preferisci disegnare?
    “Amo disegnare tutti, ma proprio tutti i generi di moto”.

    Su cosa stai lavorando adesso? Con quali Case collabori?
    “Non posso svelare nulla, ma sono impegnato in diversi progetti, e li trovo tutti entusiasmanti. Alcuni li vedrete già alla prossima edizione di Eicma”.

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