Marco Gualdani
03 November 2023

Marco Maddii: "Stupefatto dal livello della Ducati da cross"

Intervista esclusiva a una delle figure chiave del progetto motocross di Ducati. Il team manager Marco Maddii ci ha raccontato le sensazioni incoraggianti emerse nei primi test della nuova moto e ha parlato del rapporto con Tony Cairoli

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Dopo 4 anni con la Fantic Motor, il team Maddii sarà protagonista dell'entrata di Ducati nel motocross. Marco (team manager), assieme a suo padre Corrado (team principal), avrà il compito di coordinare gli aspetti tecnici e logistici di questa nuova avventura, oltre a sviluppare le moto in collaborazione con un test team di tutto rispetto, tra cui svetta la presenza Tony Cairoli. Per saperne di più su questo attesissimo debutto abbiamo raggiunto Marco, che ha aggiunto qualche informazione in più rispetto a quelle fornite da Ducati nel loro comunicato stampa.

L’arrivo in Ducati per te è passato anche attraverso l’addio dalla Fantic. Che bilancio fai di quella esperienza?

“Totalmente positivo. Quando ho iniziato a lavorare con loro nel 2020 nessuno si aspettava che potessimo vincere così tanti titoli: un Mondiale, cinque Europei, tanti campionati nazionali. Peccato non essere riusciti a lasciare il segno anche al Mondiale MX2 e MXGP, ma sono stati comunque quattro anni bellissimi e sono sicuro che la soddisfazione sia reciproca, al pari del dispiacere di non poter proseguire insieme. Tra noi c’è sempre stato un bel rapporto, anche di amicizia e stima, ed è stato bello lavorare con loro”.

Chiuso quel capito, si è aperto quello Ducati.

“Il progetto è appena partito. Come sapete, Tony Cairoli e Alessandro Lupino saranno i collaudatori delle moto factory; assieme a loro ci sono due tester Ducati che contribuiranno allo sviluppo della moto standard. Il Team Maddii si occuperà dello sviluppo tecnico, della logistica alle gare, di gestire gli allenamenti di Antonio e Lupino e di partecipare ai test. C’è un fitto programma di lavoro già schedulato fino al prossimo anno, ci sarà molto da fare, perché la moto è tutta nuova; ma il progetto è partito benissimo e le prospettive sono ottime”.

Come è organizzata la logistica?

“L’asse diretto è Borgo Panigale – Levane (sede del team Maddii, in provincia di Arezzo). Ma ovviamente dovremo spostarci tutti in base alle location dei test, al meteo e alle condizioni che ci serviranno. Per esempio, passeremo diverso tempo in Belgio per sviluppare la moto in condizioni estreme”.

Hai parlato di un progetto nato bene. Vuol dire che la moto è già competitiva?

“Le nostre impressioni sono state molto positive, sin dall’inizio. Considerando che la moto è appena nata sono rimasto stupefatto dal suo livello”.

In passato si sono approcciati al fuoristrada anche BMW o Aprilia, con esperimenti “coraggiosi” che, alla fine, non hanno portato i risultati sperati. In questo senso, Ducati ha fatto scelte più tradizionali?

“Posso dirti che il progetto Ducati non ha niente a che vedere con quelli BMW o Aprilia. È nato e approcciato completamente in modo diverso, oltre a essere più adeguato a quello che serve nell’offroad oggi. La moto non ha concetti tecnici fuori dall’ordinario, ma a renderla originale ci sono tecnologia e kwon how Ducati”.

Nel comunicato Ducati si parla di distribuzione desmodromica, il che si sintetizza con la possibilità di poter raggiungere alti regimi di giri del motore. Questa configurazione applicata al motocross aggiunge un valore tecnico?

“Nella teoria il desmo potrebbe essere il dettaglio vincente, soprattutto in ottica 250. Sulla 450 la cosa importante è riuscire a trovare un buon equilibrio ciclistico e rendere il motore sfruttabile, mentre sulla 250 la potenza conta molto di più e con il desmo si può fare la differenza. Ma anche sulla 450 ha dei vantaggi, perché ha meno attriti e una diversa risposta al gas. Sulla carta è l’ideale, poi è tutto da verificare”.

Ducati ha mostrato un inedito motore monocilindrico da 659 cc. Il propulsore della cross è simile a quello della nuova Hypermotard 698 Mono?

“No, è completamente diverso. È ovviamente un monocilindrico, ma dedicato e non ha quasi niente in comune”.

Come è possibile che nell’epoca dei social non si sia visto ancora niente della moto da cross?

“Stiamo cercando di fare le cose per bene, lavorando senza far trapelare nulla fino a che la moto non sarà presentata ufficialmente. Stiamo facendo il possibile per tenere informazioni e foto riservate, anche se il rischio che qualcosa trapeli c’è sempre”.

Dopo anni di successi nelle categorie minori, hai la possibilità di esprimerti anche nella top class, con un progetto premium. Pensi di essere professionalmente pronto?

“La sfida mi stimola, pur cosciente di quanto sia difficile. Credo però che sia il momento giusto per me, perché vengo da sette stagioni complete nell’Europeo e penso proprio di essere pronto. Questa occasione era quella a cui ambivo e assolutamente non avrei potuto chiedere di meglio. Ma non ho pressione, il programma è in crescendo, sia noi sia Ducati abbiamo tutto il tempo di organizzarci e fare le cose nel modo giusto. In questa fase il focus è sviluppare la moto ed essere competitivi in pista, presentandoci alle gare con una struttura decorosa, ma non megagalattica. In questo senso, parlando di Team Maddii in generale, siamo consapevoli di poter dare il nostro contributo”.

Avete deciso la data e l’occasione di debutto?

“No, perché il calendario 2024 non è ancora uscito; ma abbiamo ufficializzato che faremo l’italiano, quindi la prima gara sarà quella di apertura del Campionato nazionale”.

Sui social si leggono molti commenti che dicono che la convivenza tra Cairoli e Maddii sia impossibile.

“Con Antonio abbiamo condiviso gran parte delle nostre carriere sportive e ci conosciamo dai tempi del minicross. Pur non avendo mai avuto una relazione troppo stretta c’è sempre stata stima reciproca e rapporti molto cordiali. Per la prima volta ci troviamo a lavorare insieme su un progetto e stiamo imparando a conoscerci anche sotto questo punto di vista, cioè in nuovi ruoli. Sin dall’inizio Antonio si è dimostrato tranquillo, costruttivo e molto determinato. Questa mentalità si sposa perfettamente con la nostra: semplicità, determinazione, voglia di fare bene. Per questo non vedo nessun problema nella nostra convivenza”.

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