Marco Gualdani
17 November 2023

Kiara Fontanesi: "Voglio provare a vincere un altro Mondiale"

Intervista esclusiva alla sei volte campionessa del mondo di motocross femminile, che conferma di avere ancora voglia di scendere in pista e lottare per il titolo WMX 2024; sarebbe il primo da mamma

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"Ormai sono arrivata a un punto della mia carriera e della mia vita in cui o giro il cappellino per rituffarmi in pista seriamente o appendo gli stivali al chiodo. Ho capito di non avere ancora voglia di smettere, anche perché mi rendo conto che quando le cose vanno per il verso giusto sono ancora competitiva. Quella 2023 è stata probabilmente la stagione più brutta di sempre per me, ma il problema non sono mai stata io. Quindi ci riprovo".

Kiara Fontanesi è determinata a proseguire la sua carriera di pilota di motocross. Alla soglia dei 30 anni e con sei titoli iridati nel curriculum sente di avere ancora tanto da dare al suo sport. Questo nonostante gli impegni quotidiani e le responsabilità che arrivano dalla sua bella famiglia costruita con Devin, che ha dato alla luce Skyler e Alaska, ma anche dall'attività dell'Academy KF8, un centro specializzato nella crescita sportiva di varie tipologie di piloti, che Kiara ha fondato già da qualche anno.

Quindi è ufficiale: nel 2024 sarai ancora al via del Mondiale Femminile.

"Sì, perché penso di avere ancora le carte per potermi giocare la vittoria. E mi sto già allenando per questo. Sono tornata a lavorare in palestra, ho ricominciato la preparazione in moto. In un periodo come questo in cui di solito sei scarica, io mi sento già in forma".

Hai tutta questa motivazione, nonostante la deludente stagione 2023.

"Sono partita per vincere e l'inizio è stato incoraggiante. Ho vinto due manche alla prima dell'Italiano, contro la Van de Ven che era un bel riferimento per il Mondiale. Ma poi mi sono ammalata e le cose hanno iniziato ad andare male. A quel punto ho perso motivazione, perché quando il tuo obiettivo è vincere e ti rendi conto di non poterlo più fare vengono meno gli stimoli per impegnarsi a fare quello che dovresti. Non ho più 15 anni e ho già avuto tante soddisfazioni nella mia carriera. Per ritrovare un po' di stimoli abbiamo deciso di correre l'Italiano con il 125; è stata una buona idea. Ma in generale è stato un anno deludente, anche per l'impegno che avevo messo mesi prima per tornare in forma dopo la seconda gravidanza e non mi sentivo di avere responsabilità in quello che stava andando storto. A un certo punto ci siamo concentrati di più sull'attività dell'Academy ed è finita che passavo più tempo in pista ad allenare gli altri piuttosto che me stessa. Si è visto in Olanda, quando sono partita in testa, ma dopo un giro non ne avevo più. In questa condizione non si poteva andare avanti e a fine stagione c'era da prendere una decisione: o smettere o riprovarci ancor più seriamente".

E hai deciso di andare avanti. Ma dopo 6 titoli e tutti questi anni, chi te lo fa fare?

"Ho più di un motivo. Per primo le mie figlie. Sono cresciute vedendomi andare in moto e vincere e voglio che per loro sia ancora così. Un altro è voler mettere la ciliegina sulla torta alla mia carriera. Io sono già soddisfatta, ho ottenuto più di quanto potessi mai pensare, ma poterlo fare di nuovo, da mamma, completerebbe tutto, mi metterebbe in pace con me stessa e sarebbe la dimostrazione che una donna può continuare a fare quello che ha sempre fatto, nonostante due figlie".

Nessuna ha ancora vinto un mondiale femminile da mamma.

"Vorrei che fosse da esempio, perché molte donne si privano di tante cose dopo aver costruito una famiglia, ma non deve essere per forza così. Poi alla base di tutto c'è l'adrenalina, il cancello di partenza, le sensazioni che si vivono quando si vince una gara di motocross; non so come sarebbe la mia vita senza queste emozioni".

Porti degli obiettivi è importante per te?

"Fondamentale. Non sono una che improvvisa la giornata, ma devo alzarmi al mattino sapendo qual è il mio scopo, anche se solo nel breve termine. Ho sempre ragionato anno per anno, senza guardare troppo lontano, perché credo che poi si finisca per perdere di vista l'obiettivo e sprecare troppe energie. Mi sono sempre posta traguardi volta per volta: ho deciso di provare a vincere un mondiale e mi sono messa al lavoro per riuscirci. Poi ho deciso di ripetermi, più volte. A un certo punto ho sentito il bisogno di diventare mamma e così è stato, per poi impegnarmi a ritornare in pista. Credo che gli obiettivi si possano raggiungere se te li poni a breve termine, anche se a monte devi avere una visione d'insieme chiara".

Continui perché senti di avere qualcosa di irrisolto?

"No. Ad oggi non credo di avere ancora un sogno. Sarebbe bello vincere un mondiale da mamma, ma è un di più. Sono già riuscita a vincere sei titoli, ma anche salire sul podio del Mondiale pochi mesi dopo aver partorito per me è stata una grande vittoria. Se dovessi tornare a vincere non sarebbe per riempire qualcosa di irrisolto nella mia vita, ma solo la chiusura del cerchio. Dentro di me mi sento ancora in forma, nonostante età e figli".

Visto come sei determinata, ho paura che un giorno tu possa metterti come obiettivo quello di diventare campionessa da nonna!

"Potrebbe essere. Intanto proviamo a farlo da mamma. Quello che voglio ancora oggi è svegliarmi al mattino con l'obiettivo di vincere un Mondiale".

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