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“Pagherei pur di poter praticare enduro in un area dedicata!”

21 maggio 2017
di Giuseppe Cucco
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  • 1/15 Il calendario 2017 di Motociclismo FUORIstrada
    Praticare enduro legale in Italia è sempre più a complicato. Secondo voi la motivazione è che mancano percorsi autorizzati. I votanti sono favorevoli a pagare per poter accedere ad un area dedicata al tassello

    Nulla è cambiato in un anno

    Il tema dell’enduro legale in Italia è tornato di attualità dopo il recente servizio della trasmissione televisiva Report che ha mostrato i motociclisti come delinquenti e distruttori della natura. È vero che chi pratica enduro nel nostro Paese commette non di rado qualche infrazione. Le cause sono le lacune della legge o invece siamo noi motociclisti ad avere scarso senso civico durante la pratica del fuoristrada? Di certo le istituzioni potrebbero fare di più per metterci in condizione di fare fuoristrada nel pieno rispetto delle regole (come fatto in Abruzzo, Emilia Romagna e Lombardia, ad esempio). Ed è proprio per cercare di favorire un accordo tra le parti che lo scorso anno abbiamo lanciato il nostro “Decalogo del buon endurista”: 10 regole che, se rispettate, aiuterebbero tutti noi nel tentativo di far valere i diritti di chi ama il mettere le ruote oltre l’asfalto.

    Così, ad inizio settimana abbiamo voluto sentire la vostra opinione in merito e per farlo abbiamo lanciato un sondaggio in tema “enduro legale”. Chi ci legge da più tempo ricorderà che questo sondaggio lo avevamo già proposto lo scorso anno ma, come facciamo con alcuni temi “caldi”, ci piace riproporli proprio per capire se e come sono cambiate le abitudini, e le idee, dei motociclisti nostrani. La prima cosa che ci salta subito all’occhio dagli oltre 1.050 voti ricevuti e che l’esito del sondaggio di quest’anno è praticamente una fotocopia di quello dello scorso anno; segno dunque che in questo anno nulla si è mosso, né da una parte, né dall’altra.

    “Pagherei pur di poter praticare enduro in un area dedicata!”

    “È difficile, quasi impossibile, trovare percorsi segnalati”

    La difficoltà maggiore per gli enduristi italiani resta la reperibilità dei percorsi legali (ben l’85% dei votanti la pensa così); e, nel caso in cui questi siano presenti, spesso sono mal segnalati (82%). Il 27% di voi ci dice addirittura che i percorsi non sono mai indicati, un votante su due sostiene che invece sono segnalati solo di rado… insomma, non proprio semplici da trovare! Solo il 5% di voi ci dice che i sentieri dove poter transitare liberamenre in moto sono segnalati (4% spesso, 1% sempre).

    Non sembra essere invece un grosso problema il fatto di dover girare per sterrati con moto omologate all’uso stradale; avere targa, fari e frecce sulla moto è considerato un problema solo dal 15% dei votanti. Ma prima di andare a girare con la moto da enduro, vi accertate che ci siano divieti di accesso? Il 65% di voi ci dice che controlla, chi sempre (34%) e chi spesso (31%). Anche se questo dato è in calo rispetto allo scorso anno (15% vs 20%), ci dispiace sapere che ancora il 15% di voi invece non si pone il problema; c’è infatti chi controlla solo di rado (7%), ma addirittura qualcuno (7%) non controlla mai, infischiandosene dei regolamenti. Regolamenti che invece dovremmo essere i primi a rispettare se a nostro tempo vogliamo essere rispettati.

    “Pagherei pur di poter praticare enduro in un area dedicata!”

    “Pagherei per fare enduro senza problemi”

    Purtroppo però, restando in tema di regolamenti, sembra che ancora troppo spesso questi vengono infranti: il 31% dei votanti ci dice infatti che gli enduristi non rispettano le regole (27% di rado, 4% mai), contro il 21% di chi dice che invece le rispettano (spesso 20%, sempre 1%). Il restante 48% afferma che dipende da molti fattori se le regole vengono rispettate o meno.

    Come lo scorso anno piace ancora a molti, più della metà dei votanti (56%), l’idea di poter pagare un “biglietto d’ingresso” per poter circolare dentro un’area dedicata alla pratica dell’enduro. Contrari a questa idea solo il 14% dei votanti. I restanti considerano questa una buona soluzione, ma vorrebbero poter valutare meglio l’offerta prima di esprimersi in merito. Purtroppo però nel nostro Paese ancora nulla si è mosso in questa direzione… cosa aspettiamo?

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