Il motore elettrico della svolta è stato appena presentato, e sarà montato su una moto che è destinata già ad entrare nella storia
Nel dibattito sulla mobilità elettrica, l’attenzione si concentra spesso sulle batterie, sull’autonomia e sui tempi di ricarica, ma il vero cuore di ogni veicolo elettrico resta il motore. È qui che si gioca una parte fondamentale dell’efficienza complessiva, delle prestazioni e anche dei costi di produzione. Negli ultimi anni, proprio lato motori sono emersi alcuni limiti strutturali che hanno limitato l’espansione delle auto elettriche, che senza peli sulla lingua fino a questo momento sono state un flop.
I motori elettrici più diffusi oggi utilizzano magneti permanenti, spesso realizzati con terre rare, questa soluzione garantisce buone prestazioni, ma comporta anche problemi non trascurabili. Le terre rare sono costose, difficili da reperire e legate a equilibri geopolitici complessi, mentre i motori tradizionali hanno un campo magnetico fisso, che obbliga i progettisti a scendere a compromessi tra coppia, efficienza e comportamento alle diverse velocità.
Per far fronte a questi problemi Matter ha deciso di lanciare l’innovativo motore elettrico a flusso variabile. L’idea è semplice solo in apparenza. Invece di avere un flusso magnetico costante, il motore è in grado di modificarne l’intensità in tempo reale, adattandosi alle condizioni di utilizzo.
Questo significa poter privilegiare la coppia nelle fasi di partenza e accelerazione, riducendo invece il flusso quando si viaggia a velocità più elevate, migliorando così l’efficienza complessiva. Il suddetto motore sarà già sul prossimo modello della casa indiana, la Aera, promettendo maggiore efficienza e sostenibilità.
Dal punto di vista tecnico, questo approccio consente di superare uno dei limiti storici dei motori elettrici tradizionali. Normalmente, un motore ottimizzato per offrire molta coppia ai bassi regimi tende a essere meno efficiente agli alti regimi, e viceversa, mentre il flusso variabile permette invece di coprire un arco di utilizzo più ampio senza penalizzazioni evidenti, rendendo il motore più flessibile e sfruttabile in contesti diversi.
Un altro aspetto centrale di questa tecnologia riguarda i materiali utilizzati, il motore a flusso variabile può fare a meno delle terre rare, impiegando materiali magnetici alternativi, più abbondanti e meno impattanti dal punto di vista ambientale. Questo elemento è particolarmente importante in un momento storico in cui l’industria sta cercando di ridurre la dipendenza da risorse critiche e di rendere più sostenibile l’intera filiera produttiva.
Nel mondo delle moto elettriche, i vantaggi potrebbero essere ancora più evidenti. Le due ruote hanno esigenze specifiche in termini di peso, ingombri e risposta del motore. Un’unità più compatta, efficiente e capace di adattarsi alle diverse fasi di guida può migliorare sensibilmente l’esperienza del pilota: accelerazioni più pronte, maggiore autonomia a parità di batteria e una gestione termica più stabile sono tutti benefici diretti di questa soluzione.
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