Gli autovelox stanno diventando sempre più frequenti, ma c’è chi sembra davvero mettere in crisi tutti.
Da un po’ di anni a questa parte si sta parlando sempre di più degli autovelox, con questi che sono diventati ormai molto utilizzati dalla maggior parte dei Comuni. Non ci sono dubbi sul fatto che la maggior parte degli italiani non è di certo troppo felice di dover fare i conti con questi sistemi.
Il Belpaese però deve fare i conti anche con il numero in percentuale maggiore di autovelox in tutto il mondo. L’Italia infatti è seconda solo a Russia e Brasile, ma stiamo parlando di fatto di quelle che sono delle nazioni Continenti e dunque non ci si deve di certo sorprendere se bene o male tutti quanti hanno dovuto fare i conti con gli autovelox.
A quanto però non è solo il popolo italiano a dover fare i conti con degli autovelox sempre più rigidi. Lo si vede con la vicina Svizzera, con tanti cittadini che hanno dovuto fare i conti con un nuovo autovelox nato a Winterthur, nel distretto di Ross, e le prime sei settimane sono state un vero e proprio delirio.
Dopo sole sei settimane, la Svizzera ha dato vita nel distretto di Toss a un autovelox che sta davvero mettendo in difficoltà tanti cittadini. La motivazione del perché questo autovelox ha messo tanto in difficoltà gli svizzeri è che il massimo è passato da 80 a 60 km/h.
Ciò che è incredibile è che in sole sei settimane si è arrivati a un totale di multe per 760 mila euro. Un record vero e proprio, con le sanzioni che in Svizzera sono molto elevate, tanto è vero che queste toccano complessivamente una media di 250 Franchi, circa 270 euro. A peggiorare il tutto ci pensa anche l’aumento sensibile delle pene.
Nel momento in cui si superano i 20 km/h rispetto al limite, in questo caso dunque toccando gli 80 km/h che in precedenza erano considerati accettabili, ecco che ci sarà anche un procedimento penale. Il problema per questo autovelox sta anche nel fatto che il dispositivo si trova a soli 250 metri dopo il cartello che ne segnala la sua presenza. Se in Italia non si ride, anche all‘estero la situazione non sembra essere di certo delle migliori.
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