Una montagna davanti, una valigia semivuota e la voglia di non scegliere tra piega e panorama: la BMW F 900 XR invita a partire senza scuse, con l’istinto di chi ama i chilometri fatti bene.
La chiamano crossover. In pratica è una sport‑touring rialzata che promette versatilità senza penitenza. La BMW F 900 XR nasce su una base concreta: bicilindrico parallelo da 895 cc, erogazione piena, impostazione comoda. La posizione di guida è naturale: schiena verticale, sella a 825 mm (opzioni disponibili per altezze diverse), manubrio largo. Le sospensioni hanno escursione più generosa della media stradale. Le ruote restano da 17”. Traduzione: agilità da naked, margine su fondi imperfetti.
Potenza massima intorno a 105 CV (77 kW) e coppia di 92 Nm. Il peso in ordine di marcia è nell’area dei 219 kg. Il serbatoio è da circa 15,5 litri. I consumi dichiarati variano a seconda di anno e allestimento; non c’è un dato univoco e verificabile per ogni versione, ma nella pratica quotidiana si resta su valori ragionevoli per il segmento.
ABS Pro in curva, controllo di trazione, mappe di guida, e la possibilità del Dynamic ESA per l’assetto semi‑attivo. Il cruscotto TFT da 6,5″ è nitido, con connettività ben integrata. Il parabrezza regolabile a mano funziona: due posizioni, gesti semplici.
Ho capito la XR un mattino freddo, tra le curve strette di un valico appenninico. Non cercavo il tempo sul giro. Cercavo scorrevolezza. La moto entra rotonda, sta dove la metti, perdona la frenata lunga. In “Road” il motore spinge pieno dai medi; in “Dynamic” vibra un filo di più ma la risposta diventa più tesa, quasi da naked. Il quickshifter (se presente) alleggerisce la guida, specie in salita: su e giù di marcia senza distrazioni.
Per una crossover media. Non è un muro d’aria, ma toglie fatica. Dopo due ore continuative, spalle e collo ringraziano. Le pedane non sono troppo alte; le ginocchia restano rilassate. Con le borse laterali originali, l’ingombro resta gestibile nel traffico. La stabilità a pieno carico è uno dei suoi punti forti.
Molte “tuttofare” perdono sale da entrambe le parti. Qui no. La XR resta una stradale prima di tutto: freni pronti (doppi dischi da 320 mm con pinze radiali), avantreno sincero, trazione pulita. Ma non teme strade rattoppate, trasferte di 400 km, pioggia improvvisa. La elettronica lavora in silenzio. La sella non è un divano, però consente giornate piene senza teatrini alla pompa.
Su andature scorrevoli il pieno copre comodamente una gita lunga, ma preferisco non indicare un valore secco non confermabile per tutti i model year. Il calore percepito resta contenuto, tranne in coda estiva. Le vibrazioni? Presenti ai regimi alti, mai invadenti. Illuminazione buona; con i fari adattivi optional si alza l’asticella.
Chi guarda a una Yamaha Tracer 9, a una Triumph Tiger 850/900 GT, o a una Multistrada V2 e vuole un equilibrio tedesco tra precisione e fruibilità. Chi scende da una naked e non vuole rinunciare alla piega. Chi sale da una entry‑level e cerca margine per crescere in sicurezza.
Quando l’ultima curva della giornata si chiude e l’orizzonte si apre, preferisci fermarti o inseguire il prossimo profilo di montagna? La BMW F 900 XR sembra suggerire la seconda, con la calma di chi sa di poterci arrivare.
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