Guai per il colosso dei motori, sta attraversando un momento di grande difficoltà. Ecco che cosa sta succedendo.
Navigare l’industria dei motori non è certamente semplice oggi per i colossi del continente. La concorrenza in ogni settore, dalle due alle quattro ruote, è davvero pesantissima. Il numero sempre maggiore di rivali che arrivano dalla Cina con prezzi bassisissimi, poi, non aiuta. A questo c’è da aggiungere il complicato scenario politico internazionale, che tra conflitti, tensioni e difficoltà economiche generali certo non aiuta.
La sfida maggiore, però, per le aziende si chiama transizione elettrica. La sostenibilità è oggi un requisito fondamentale per l’industria dei motori, su spinta delle istituzioni. Ma le esigenze ambientali devono fare i conti con quelle del mercato, e con una domanda con l’elettrico che, soprattutto nel settore delle due ruote, fatica a decollare e che, anche per gli alti costi di produzione che le aziende devono sostenere per questo tipo di tecnologia, sta mettendo a dura prova i bilanci delle case produttrici.
Sono moltissime le aziende che stanno accusando questo complicato contesto e stanno vivendo un momento di crisi e chesi trovano ad attraversare numerose difficoltà, un altro colosso dei motori si è aggiunto alla lista.
Damon Inc, azienda canadese che aveva l’ambizione di rivoluzionare il settore delle due ruote e imporsi come punto di riferimento per le moto elettriche ad alte prestazioni, ha subito una pesante battuta d’arresto. Il progetto, che era partito con le migliori promesse e tanta ambizione, si è dovuto scontrare con le difficoltà del mercato attuale ed oggi sarebbe, come si legge sul portale motoblog, a rischio e con esso la realizzazione della Hypersport Pro, il prodotto su cui l’azienda puntava di più.
La pesante situazione economica (viene contestato il mancato pagamento dell’affitto degli impianti di Surrey, con una richiesta risarcitoria da 4,3 milioni di dollari canadesi, che nonostante i tentativi di accordo continua ad essere critica), le controversie legali, il delisting Nasdaq, hanno minato l’organizzazione dell’azienda hanno minato duramente le fondamenta del progetto, oggi il personale è di appena 11 dipendenti. Quello che era partita come una avventura che doveva rivoluzionare il mercato si è scontrata con le difficoltà del mercato attuale e dell’elettrico, non resta che aspettare e vedere come e se l’azienda riuscirà a ripartire.
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