Un compleanno che profuma di benzina, metallo e memoria: a 83 anni, Giacomo Agostini ispira una MV che non chiede permesso alla nostalgia, la reinventa. È un gesto raro: un tributo che si può guardare, toccare, e ,se si ha fegato, anche guidare.
Il nome pesa, la scena è sobria. Vedi il profilo teso, la coda raccolta, la vernice che cambia luce come uno scatto in uscita di curva. MV mette sul banco una serie speciale con un’idea chiara: onorare Giacomo Agostini senza scimmiottare il passato. La moto si chiama Superveloce 1000 Ago. E non ha fretta di spiegarsi.
La guardi e riconosci la grammatica di Schiranna: carene filanti, dettagli cesellati, componenti da atelier. Le superfici sono piene, ma non urlano. Il rosso e l’argento rispondono a un codice emotivo che chi ama MV Agusta conosce bene. Non c’è un effetto vetrina; c’è una promessa.
Sotto la pelle, la sostanza che serve. Ciclistica a regolazioni complete, freni di livello con pinze Brembo ad attacco radiale, elettronica con piattaforma inerziale a 6 assi, quickshifter bidirezionale, mappa motore su misura. Il quattro cilindri di casa — il noto 998 cc — resta il cuore. Al momento della presentazione, MV non ha diffuso tutti i dati definitivi; le versioni di piattaforma analoghe dichiarano 208 CV. È un valore credibile, ma aspettiamo le schede omologative prima di fissarlo in pietra.
Poi, a metà strada tra design e racconto, arriva il gesto che cambia tono. La moto è un’edizione limitata in soli 83 esemplari. E, secondo l’annuncio ufficiale, ogni unità integra componenti ricavati da trofei originali del campione. Non un semplice badge commemorativo: un frammento vero di carriera fuso in un dettaglio della moto. È un’idea forte. Piacerà a chi cerca oggetti con un’anima, farà discutere i puristi. Ma di certo non lascia indifferenti.
La Superveloce 1000 Ago parla la lingua della pista senza diventare estrema. Lo scarico disegna una firma sonora inconfondibile, la posizione in sella è sportiva ma leggibile su strada. Gli accoppiamenti sono da gioielleria: carbonio dove serve, lavorazioni CNC a vista, serbatoio scolpito come una carena d’epoca. Non è un oggetto da teca, anche se il mercato dei collezionisti l’ha già adocchiata.
Il contesto conta. Agostini è il riferimento assoluto del Motomondiale: 15 titoli iridati, 122 vittorie in Gran Premio, anni di dominio con MV tra metà anni Sessanta e inizio Settanta. Numeri che diventano trama quando entri nei dettagli: la classe 500, la 350, l’Isola di Man. Questa serie speciale non prova a replicare quel mondo; ne stacca una scheggia, la lucida, e la rimette su strada.
Dettagli pratici. La numerazione è dedicata e l’allocazione, prevedibilmente, avverrà su richiesta. Il prezzo non è stato comunicato al momento dell’annuncio. Per chi cerca un riferimento, le precedenti limited MV in area Superveloce hanno superato ampiamente la soglia a cinque cifre. Qui la lavorazione dei componenti “storici” spinge l’asticella più in alto.
C’è un attimo, davanti al cupolino, in cui immagini il filo di gas aperto dove non c’è nessuno. Ti chiedi se abbia senso portare a casa un frammento di podio. Forse la risposta è in quella striscia rossa che taglia il serbatoio: una linea che indica una direzione più che un arrivo. E tu, quale linea sceglieresti?
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