La F1 sta per dare vita a una rivoluzione epocale, con le modifiche in vista del 2026 che presentano un conto importante.
Vi è enorme attesa per l’inizio della stagione di F1 2026, considerando infatti come sarà un’annata di grandi cambiamenti dal punto di vista del regolamento. La costruzione delle monoposto sarà rivoluzionario rispetto al recente passato, con l’addio all’effetto suolo, vetture molto più piccole e con un sistema ibrido molto complesso

Le voci sembrano dare al momento la Mercedes come la grande favorita della stagione 2025, anche se poi sarà la pista a dire chi sarà effettivamente il numero uno. La speranza è che la Ferrari posa finalmente tornare a essere competitiva, anche se non giungono segnali positivi da Maranello.
La F1 di questi ultimi anni sta dimostrando di non essere solo attenta allo sviluppo delle auto, ma sta cercando di diventare sempre più vicina alle tematiche ambientali. Per questo motivo il carburante deve essere quanto meno impattante, ma questo comporta sicuramente un netto aumento delle spese che nel 2026 andrà a toccare dei picchi davvero incredibili.
Carburante in F1: si va verso 13 mila euro per un pieno
Con il 2026 la rivoluzione non è solo legata alle monoposto, ma anche al passaggio a carburanti che dovranno essere 100% sostenibili, riducendo le emissioni del 65%. Indubbiamente una notizia molto positiva, ma che purtroppo andrà a comportare per le scuderie delle spese davvero impressionanti, come hanno sottolineato su autoracer.it.

Infatti non è di certo facile produrre dei carburanti totalmente a zero emissioni, con lo sviluppo chimico che è tale da obbligare la vendita a 20 euro al litro. Addirittura la Federazione ha dovuto venire incontro alle scuderie, dando vita a questo “prezzo politico”, in modo tale da evitare di fuoriuscire dal “budget cap”.
Dunque, calcolando queste cifre, per un solo pieno si arriverà a pagare complessivamente 13 mila euro e per una stagione, considerando come ogni scuderia corra con due monoposto, si devono mettere in conto ben 25 milioni. Tra le motivazioni che portano a un simile aumento dei prezzi vi è anche la necessità di cambiare i fusti di stoccaggio, in modo tale da ogni contaminazione sia eliminata.
Non sono mancate le critiche da parte delle scuderie meno ricche, come la Haas, con il Team Princpal Ayao Komatsu che questa sostenibilità sia solo ambientale, non certo economica. Il cambiamento ecologico dunque continua a dividere anche nel motorsport, tra costi e benefici.





