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Andrea Bruni
07 March 2023

Lucio Battisti e il gran genio del suo amico

Il cantautore italiano dedicò il brano "Sì, viaggiare" a Roberto Gaiardoni, suo caro amico, endurista e meccanico. L'unico che poteva mettere le mani sulla sua MV Agusta Scrambler…

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Il 5 marzo 2023 Lucio Battisti, uno dei pilasti portanti della musica italiana, avrebbe compiuto 80 anni. Purtroppo, dopo 26 anni di carriera, 17 album pubblicati in studio e 25 milioni di dischi venduti, venne prematuramente a mancare il 9 settembre 1998. Nella sua immensa eredità musicale Lucio ci ha lasciato il brano "Sì viaggiare"... "Quel gran genio del mio amico, lui saprebbe cosa fare, lui saprebbe come aggiustare, con un cacciavite in mano fa miracoli""Quel gran genio del mio amico, con le mani sporche d'olio, capirebbe molto meglio, meglio certo di buttare, riparare". Vi siete mai chiesti a chi si è ispirato il cantautore romano? Pochi lo sanno ma "quel mio amico" è Roberto Gaiardoni, classe 1951, pilota ufficiale Fantic Motor nell'epoca in cui l'enduro si chiamava ancora "regolarità". I due si incontrarono per il più classico dei motivi. Lucio, che all’epoca abitava a Molteno (LC), era molto appassionato di fuoristrada, mentre Roberto era proprietario di un’officina a Bosisio Parini, il paese vicino. Passò poco tempo prima che la moto del cantautore avesse bisogno delle cure di un meccanico specializzato. Così i due si incontrarono, diventando subito molto amici. Battisti possedeva una MV Agusta 175 a 4 tempi, moto che utilizzava per qualche scampagnata in fuoristrada con l'inseparabile amico di allora Mogol. Quella Scrambler, però, non era proprio azzeccata per andare andare sullo sterrato tanto che, il più delle volte, era costretto a tornarsene indietro a spinta. Per sua fortuna sulla via di casa c'era Roberto Gaiardoni con i sui "attrezzi magici". In quella officina Lucio si è fermato un numero indefinito di volte, chiedendo che fosse sistemata a dovere la sua MV. Nel 1977 accadde una strana coincidenza: Gaiardoni conquistò il primo titolo italiano per la Fantic Motor, e Lucio Battisti pubblicò l'album il vinile "Amarsi un po' e Sì, Viaggiare". Disco che balzò subito ai vertici delle hit parade italiane. Battisti non confidò mai a Gaiardoni che quel brano fosse dedicato a lui ma, spesso, quando passava in officina lo fischiettava come se volesse farglielo capire.

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