Statistiche web
Marco Gualdani
01 December 2023

Prova: come va la Kawasaki KX450 2024

Pregi e difetti della nuova 450 da cross di Kawasaki, aggiornata profondamente con interventi a motore, ciclistica ed elettronica; l'abbiamo provata sulla pista spagnola di Rocco's Ranch

1/6

Che moto! La precedente Kawasaki KX450 era già a un ottimo livello, facendo della facilità generale un punto di forza. Con la nuova 2024 si è fatto uno step in più, mantenendo la proverbiale trattabilità del motore a cui si aggiunge una ciclistica più "moderna" e un supporto elettronico ormai indispensabile. L'abbiamo provata al Rocco's Ranch, un impianto alle porte di Barcellona, attaccato al circuito del Montmelò nel cuore della Catalunya. In un contesto pazzesco, fatto di container, casette stile western e auto distrutte si sviluppano vari tipi di tracciati da cross, enduro e flat track. Per provare la nuova KX abbiamo girato nel tracciato principale a fondo morbido e grandi salti, ma anche in uno più piccolo, in notturna, sfruttando l'illuminazione artificiale. Un'esperienza fantastica, in cui la qualità della moto è stata la ciliegina sulla torta.

COME CAMBIA

1/18

Tecnicamente si aggiorna in diversi reparti. Per cominciare, il telaio perimetrale in alluminio mantiene le sue quote ciclistiche, ma ha un attacco del mono diverso, con l'ammortizzatore che viene abbassato e a sua volta ha una corsa più corta. Questo ha liberato la parte alta tra la sella e il mono, dove ora si sviluppa il collettore di aspirazione perfettamente rettilineo e inclinato di 40° (prima 20°). Quindi nuova cassa filtro e nuovo condotto diretto alla testa, completamente ridisegnata. Sono cambiati i punti di attacco e anche i flussi interni, con le valvole di aspirazione che passano da 38 mm a 40 mm. Inedita anche la parte di scarico, con il collettore posizionato perfettamente al centro della testa, in modo da ottimizzare l'uscita dei flussi. Il collettore vanta anche un diverso disegno, un bombolino risuonatore aggiornato e un terminale più vicino al centro di gravità della moto.

I DETTAGLI

1/12

In funzione di queste modifiche cambia anche il resto del telaio, con una diversa arcata del trave anteriore per ospitare l'uscita diretta del collettore, come detto l'attacco del mono completamente rivisto e una inedita placca laterale che permette di montare dei fazzoletti di attacco alla testa differenti. Per quanto riguarda le sospensioni, che restano Showa, il mono è completamente rivisto, mentre la forcella a molla da 49 mm è stata aggiornata. Cambiano anche i freni con l'anteriore che vanta pinza Brembo (novità assoluta per Kawasaki da cross) e disco Braking da 270 mm, mentre al posteriore c'è sempre la pinza Nissin, ma con disco Braking da 240 mm.

Finalmente arriva un supporto elettronico moderno; per cambiare mappa non si devono più sostituire i connettori a lato del cannotto, ma c'è un nuovo selettore a manubrio che permette di intervenire su mappature, traction control e launch control. Le mappature sono due, full power e soft, il traction è su tre livelli (spento, full e medio) e il launch si attiva tenendoli premuti entrambi.

Ovviamente cambia tutto il look con un diverso design delle plastiche che variano anche l'ergonomia. Kawasaki era tra le moto più sottili, oggi è più ricca tra le gambe per il fatto di essere andati a cercare un raccordo più filante con il punto di massima larghezza in corrispondenza dei radiatori. Finalmente anche l'accesso al filtro è stato ottimizzato; resta sul lato sinistro come in precedenza, ma non si devono più rimuovere le viti di fissaggio di sella e telaietto, grazie al nuovo accesso manuale. Per togliere il filtro, infine, è sufficiente aprire due clip e sfilarlo lateralmente.

COME VA

1/23

Quella di Kawasaki era una 450 particolare. Negli ultimi anni è sempre stata tra le migliori del segmento, pur senza vantare un motore particolarmente muscoloso. Anzi, questo suo essere trattabile è sempre stato il suo punto di forza. Anche il telaio non era affatto impegnativo, anzi nelle nostre ultime comparative (e non solo) è risultato tra i migliori. Con il MY 2024 Kawasaki ha fatto un ulteriore step, riuscendo a mantenere i suoi pregi di trattabilità del motore, abbinando una ciclistica più "moderna", cioè votata alla maneggevolezza. Seguendo il trend delle nuove moto da cross, la KX450 ha un posteriore più sostenuto e un bilanciamento che rende facile caricare l’anteriore. Così curvare diventa semplicissimo, gli inserimenti sono più che naturali, le percorrenze nel canale perfettamente controllabili.

Quello che rende la Kawasaki 2024 apprezzabile rispetto alle più moderne avversarie è il comfort in sella. La nuova ciclistica ha aumentato il livello di rigidità complessivo come ci aspettavamo, la moto è decisamente più solida, ma riesce comunque a filtrare molto bene le sollecitazioni. Merito della sella comoda, ma soprattutto delle nuove sospensioni. La forcella è favolosa, morbidissima nella prima parte, pastosa, progressiva. Nonostante i salti enormi del Rocco’s Ranch e gli atterraggi non sempre precisi… gli assorbimenti non sono mai stati eccessivamente secchi e, a fine test, stavo bene; niente male ai polsi, schiena e ginocchia. In Kawasaki sono riusciti a trovare il perfetto equilibrio fra rigidità della ciclistica (ormai imprescindibile) e comfort in sella. La forcella è davvero un ottimo alleato e vanta una straordinaria scorrevolezza. Il mono è più sostenuto, ma non per questo meno efficace. Anche lui ha una buona scorrevolezza e progressività. A livello di sospensioni e telaio questa Kawa ha poco da invidiare a qualsiasi altra 450 sul mercato oggi.

1/23

Il motore è stato aggiornato, ma ricorda molto il precedente nel suo sviluppo. Ha conservato una trattabilità invidiabile, è facilissimo da utilizzare, elastico, morbido al primo attacco e con ottimi medi. Non brilla per allungo (ma non mura) e neppure per potenza pura in generale. Se si cerca una moto muscolosa e super potente la Kawasaki non è la scelta giusta. Se invece si apprezza una 450 facile, pastosa e sfruttabile, lei è la scelta ideale. L'interpretazione di Kawasaki della sua 450 è più che sensata, considerando quanto impegno fisico serva per stare sopra a questi bombardoni per una manche... Non esageriamo col dire che questa non sembra nemmeno una 450, tanto è sfruttabile; che non vuol dire andare piano. L’elasticità del motore ti permette di curvare nella marcia che preferisci e di cambiare pochissimo. Ma quando devi farlo, devi farlo bene, perché il cambio rientra tra gli aspetti migliorabili. L’innesto non è sempre risultato burroso e a tutto gas la marcia non entra naturalmente. Un quickshift sarebbe apprezzabile. Abbinato a questo, probabilmente anche il comportamento della frizione che stacca molto in alto sulla leva, rendendone l’utilizzo poco modulabile.

1/20

La Kawa 2024 nel complesso è una moto solida, stabile, con una ergonomia ricca in mezzo alle gambe. Dopo anni a cercare di snellire, forse adesso è iniziato un trend contrario e non è decisamente un male; avere un maggior contatto con la moto tra le gambe lo trovo un plus, anche perché la cosa importante è il peso che in questo caso si attesta sui 112 kg in ordine di marcia, cioè col pieno di benzina (6,2 litri); non pochissimi. Particolare la scelta dei freni con pinza anteriore Brembo e posteriore Nissin; dietro si arriva facilmente al bloccaggio, mentre davanti la frenata è molto modulabile quasi da farti pensare a un risultato poco efficace. Ma quando di va ad azionare la leva con decisione la potenza non manca, tenendo conto che si parla di velocità e di masse di una 450... Finalmente sono arrivate anche le mappe al manubrio, pur ancora legate a una informazione tramite lampeggio, ormai desueta. La differenza tra le due curve si apprezza soprattutto nella prima parte di erogazione, dove con mappa soft la crescita è ancora più morbida e più lenta, davvero alla portata di ogni manetta. Benvenuto anche il traction control, ma con il fondo del Rocco's Ranch fatto di sabbia e canali profondi, non è stato possibile valutarne il corretto funzionamento. Stessa cosa anche per il launch control, difficile da valutare senza il gancio forcella.

Dopo aver girato nella pista grande per tutto il giorno, ci siamo spostati in quella piccola per continuare il test anche col buio; è stata un'esperienza fantastica, nonostante fossimo in sella dalla mattina. Eppure siamo rimasti dentro fino all'ultima bandiera a scacchi, proprio per il piacere di guidare questa nuova Kawasaki. Veramente una gran bella moto.

I video di Motociclismo Fuoristrada

© RIPRODUZIONE RISERVATA