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Marco Gualdani
18 January 2024

Test Fantic XE 300, l'enduro 2 tempi a iniezione

Motore realizzato dal Minarelli, valvola di scarico elettronica, doppio iniettore, traction control; abbiamo messo alla prova l'ultima nata in casa Fantic che emerge per facilità di utilizzo

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La strettissima relazione tra Fantic e Yamaha ha permesso alla Casa veneta di proprietà VeNetWork di poter disporre di una base tecnica eccellente su cui costruire una identità propria attraverso design, ergonomia, elettronica, setup. Il lato positivo di questa partnership è di poter offrire moto dall'alto livello di qualità e performance, mentre quello negativo è di essere vincolati a una base che fa capo a un esterno, per quanto si chiami Yamaha.

Con la XE 300 Fantic ha potuto mostrare qualcosa di proprio, di genetico, una interpretazione personale della cilindrata di riferimento per il mercato enduro moderno, quello delle 300 2 tempi. La novità si aggiunge alle proposte 4 tempi da 250, 310 (altra novità, a brevissimo il test) e 450, oltre alla punta di diamante 125 2T. La differenza, come detto, è che il cuore pulsante della XE 300 è fatto in casa.

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Il motore della XE 300 nasce nello stabilimento bolognese della Motori Minarelli, che Fantic ha rilevato esattamente due anni fa. Questo propulsore è il primo prodotto con applicazione racing nato da questa diretta collaborazione. Esternamente è molto bello, ti promette emozioni, ha quel fascino del 2 tempi moderno che è ineguagliabile. E poi quei carter bruniti in magnesio su entrambi i lati, abbinati alla marmitta cromata, fantastico. Ma se il lato destro è quello tradizionale del 2 tempi senza dettagli particolari, quello sinistro è ricco di componenti, cablaggi, tubi. A prima vista fin troppo, ma mettendo a fuoco ogni particolare, è tutto più che razionale. Partendo dall'aspirazione, si trova un corpo farfallato su cui sono innestati due iniettori dalla parte superiore alimentati dal mix benzina/olio che si crea automaticamente tramite miscelatore elettronico. Il serbatoio dell'olio, con portata di un litro, è affogato all'interno del serbatoio principale, con i due tappi affiancati. Quando l'olio inizia a scarseggiare, si illumina una spia sulla strumentazione digitale e si può andare avanti ancora con un pieno di benzina (9 litri).

Si arriva così al cilindro che ha misure vitali tradizionali per la cilindrata 300, con rapporto di alesaggio x corsa quadro da 72 x 72 mm. All'interno dei travasi, sulla sinistra del cilindro, è innestato un sensore che dialoga con la centralina parametrando i valori di pressione e temperatura. Un componente immancabile sui sistemi di iniezione moderni, presente anche sulle KTM e TM Moto. Avanzando verso l'esterno, si trova la valvola di scarico elettronica, altra novità in casa Fantic. La marmitta da una lavorazione cromata molto bella e il terminale ha un corpo conico. Altrettanto accattivante la colorazione brunita dei coperchi carter in magnesio.

Altri dettagli prevedono la frizione idraulica con attuatore realizzato da STM, nuova pulsantiera di avviamento/spegnimento e dispositivo SX1 Controller che permette di selezionare due mappature e attivare il traction control su 10 livelli attraverso un menù a LED colorati.

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Il telaio deriva da quello della sorella XX 250 da cross, un monotrave in alluminio più che collaudato, abbinato a sospensioni Kayaba che prevedono una forcella a cartuccia chiusa e ammortizzazione a molla, con steli da 48 mm, mentre il mono lavora su leveraggio. L'ergonomia è dedicata e sfrutta il retrotreno delle cross con sportello laterale di accesso al filtro aria, convogliatori ridisegnati per ospitare i due serbatoi benzina e olio e c'è anche un nuovo parafango anteriore, più largo e ottimizzato, abbinato a una nuova mascherina portafaro.

Il prezzo finale è di 10.640 euro indicativo c.i.m. Dopo avervi raccontato la parte tecnica, è arrivato il momento di dirvi come va; basta girare pagina, cliccando qui sotto.

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Come va

Il silenzio mattutino della vallata del Ciclamino, sovrastata dalle montagne rocciose, è rotto dal sound inconfondibile del motore due tempi, scandito dai colpi di gas dei meccanici Fantic. Il sole si sta alzando e oltre all'aria si stanno scaldando anche le XE 300 che stiamo per mettere alla prova all'interno del Borilli Offroad Park di Pietramurata.

Non vedo l'ora di salire in sella, anche perché sono passati già tre anni da quando Fantic, anzi Motori Minarelli, ha esposto a Eicma la prima versione di un 300 alimentato a iniezione elettronica. E oggi è arrivato il momento di metterlo alla prova.

L'avviamento elettrico fa il suo dovere, la moto parte al primo colpo e adesso sono io ad avere il piacere di diffondere la musica del 2T nella zona. Il feeling in sella è immediato; del resto questa ciclistica la conosco bene e la nuova ergonomia derivante dai convogliatori ridisegnati non è affatto male. Il baricentro rimane sempre un po' alto, ma la ciclistica è complessivamente equilibrata e la taratura delle sospensioni ben studiata per non essere troppo sostenuta, ma neppure mollacciona quando la velocità aumenta.

Ma è il motore a catturare tutta la mia attenzione. Cominciamo col dire che non è un prodotto particolarmente potente e questo non è necessariamente un limite, considerando la cilindrata. I 300 2 tempi troppo muscolosi poi non sono così facili da gestire per fare enduro. Questo propulsore è alla portata di tutti, diverte, si può sfruttare con facilità. La Fantic 300 si lascia mettere facilmente a manetta, una volta lanciata a tutto gas ha un sound coinvolgente e gustoso. Non è che manchi potenza, semplicemente non ne ha troppa e come le altre 300 2T sul mercato non ha un allungo infinito, ma punta tutto sulla corposità a metà erogazione. Per contro, l'assenza del contralbero di bilanciamento rilascia qualche vibrazione in più rispetto alla media.

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Dove si dimostra un po' acerba è nella gestione elettronica del parzializzato, nell'apri/chiudi, oppure quando si va a riprendere in mano il gas dopo qualche secondo di valvola chiusa, magari per uno stop oppure una lunga discesa; in queste situazioni capita che l'erogazione non sia sempre pulita e lineare. Non soffre di on/off e non fa vuoti (mai successo), ma tende a riempirsi facilmente. Le due mappe si differenziano leggermente nella prima parte di erogazione, con la soft più spalmata rispetto alla standard che è un filo più lenta a prendere giri, e molto di più da metà in poi, quando la standard dimostra maggior vigore e una spinta nettamente superiore.

Il traction control, invece, è ancora da ottimizzare; i parametri da leggere per poter essere efficace sono tanti e l'intervento non è sempre puntuale, trasformandosi più in un controllo di potenza capace di vincolare l'allungo. In generale, comunque, la moto dimostra di avere una trazione buona già di per sé, grazie all'erogazione gestibile e a una taratura azzeccata del monoammortizzatore.

La scommessa di Fantic di creare una 300 2 tempi alimentata a iniezione da zero non è di quelle facili ma per essere la prima versione di un progetto così articolato dimostra di essere già a buon punto. Il fascino del motore due tempi poi è intatto e questa moto ha un grande potenziale, potendo offrire una esperienza di guida alla portata di tutti, emozionando come solo una 300 2T sa fare.

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