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Marco Gualdani
27 November 2023

Test KX300X 2024; come va la nuova enduro di Kawasaki

Siamo già saliti in sella all'ultima nata in casa Kawasaki, la nuova enduro KX300X nata dal "triumvirato" Kawasaki - Athena - KL Service. Ecco le nostre sensazioni in sella, con i pregi e i difetti della moto

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Per lanciare la KX300X, Kawasaki ha fatto le cose in grande, invitando la stampa specializzata al tracciato di Fara Novarese che oggi si chiama Kawasaki Dirt Arena, trasformandosi nella base di tutte le attività offroad della filiale italiana: motocross, flat track, 4x4 e ovviamente enduro con due percorsi distinti, uno nel bosco più tecnico e un fettucciato più guidato. È qui che metteremo alla prova la nuova KX300X, nata dalla base della sorella 250X in configurazione 2024, cioè aggiornata con tutti gli upgrade della versione cross: quindi nuovo condotto di aspirazione con riposizionamento del secondo iniettore, modifiche a testa, cielo del pistone, valvole, volano maggiorato, scarico più aperto. Tanti aggiornamenti che ne hanno cambiato profondamente il carattere, guadagnando rapidità a prendere giri (quello che le mancava), una maggiore schiena e un allungo più profondo. Da motore di "corto utilizzo" a una sfruttabilità più ampia e apprezzabile. Ricordiamo che le versioni X vengono realizzate direttamente in Giappone, con posteriore da 18'', cavalletto, taratura sospensioni più morbida e anche erogazione addolcita. La base ciclistica prevede il famoso telaio perimetrale in alluminio e sospensioni Kayaba, con forcella a molla (cartuccia chiusa) da 48 mm; i freni sono Nissin, con anteriore da 270 mm.

Per trasformarla in 300 Kawasaki Italia ha coinvolto due aziende ben conosciute: Athena per la parte meccanica e KL service per quella elettronica, oltre ad affidarle l'omologazione e la distribuzione attraverso la rete Kawasaki. La moto ha raggiunto una cilindrata effettiva di 296 cc andando ad aumentare l'alesaggio, che passa dai 78 mm a 85 mm, mantenendo inalterata la corsa a 52,2 mm. Cambia quindi il cilindro, il pistone (forgiato con trattamento antiattrito in bisolfuro di molibdeno), lo spinotto, le fasce, il kit guarnizioni. KL si è occupata di creare una mappatura che potesse accordare il tutto, partendo dalla centralina di serie. Girando pagina vi raccontiamo il risultato, attraverso le nostre sensazioni dinamiche.

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La 300X deriva dalla sorellina 250, una moto molto valida per fare enduro. Le modifiche fatte in Giappone, più la rifinitura di KL la rendono una validissima alternativa al prodotto europeo sotto tutti i punti di vista. Nella giornata di test al Dirt Arena che vi stiamo raccontando abbiamo avuto modo di provare la cross 250, l'enduro 250 e la 300X, avendo conferma delle diverse sensazioni ciclistiche, nonostante la base in comune: molto rigida e sostenuta la KX, sospensioni decisamente più libere e morbide quelle delle X, a tutto vantaggio di un maggiore comfort. Elastico il comportamento della enduro, più solido quello della cross. Dalla pista riporta solo un freno anteriore un po' troppo deciso nell'attacco, dato che nell'enduro si ricerca una maggiore modulabilità. Il telaio è certamente il suo punto di forza, una struttura ben riuscita, versatile con un'ottima spaziatura e triangolatura manubrio, sella, pedane. In piedi si sta comodissimi e si ha un grande senso di controllo, seduti si apprezza la sella comoda e un bilanciamento che nel tempo è stato nettamente ottimizzato, pur evidenziando un anteriore alto; resta solo una strano feeling da parte del manubrio, dritto e che pare essere "più stretto" (in realtà non è così), al pari di tutta l'ergonomia, davvero sottilissima. Stabile sul veloce, sincera in inserimento, bella da far curvare.

Le sensazioni motoristiche della nuova KX300X sono quelle che ci aspettavamo. Cioè le stesse della 250 amplificate di uno step in tutti i reparti. Quindi più rapidità a prendere giri, più spinta ai bassi, più corpo ai medi, ma anche più peso dinamico e maggiore inerzia. Nel complesso un ottimo risultato. Resta una 300 nata da una base cross, quindi ha uno spunto e un brio più deciso rispetto a una classica enduro "ibrida" europea dal carattere più soffuso e un effetto volano più marcato. Qui la potenza c'è ed è erogata in modo diretto, ma restando sempre in un range controllabile. Abbiamo girato in un percorso tecnico nel bosco a fondo argilloso con letto di foglie e si è ben comportata, prendendo bene le misure con la marcia e il comando del gas prima delle salite più difficili. Poi ci siamo spostati nel fettucciato più guidato, evidenziando una ottima trattabilità del motore e una rapportatura del cambio ottima; infine non ci siamo fatti mancare qualche giro nella pista da cross e qui la moto ha dato il meglio di sé.

Quando parliamo di sensazioni della 250 amplificate, questo non vale per il freno motore, decisamente poco invasivo considerando la tipologia. Probabilmente il motivo è nella carburazione estremamente grassa, forse l'unico punto su cui c'è margine di miglioramento. La 300X provata è ancora una preserie e prima di andare in produzione la carburazione dovrà essere ottimizzata.

In conclusione, la 300X si è dimostrata una moto sensata che aggiunge un tassello alla gamma offroad di Kawasaki: la 250X è adatta a tutti, la 300X ha un target più corsaiolo e smaliziato, ma anche una maggiore versatilità, pur vantando una forte vocazione racing, come dimostra il serbatoio da 6,2 litri. Si dimostra il prodotto perfetto per poter fare enduro e abbinare allenamenti in pista da cross, anche di alto livello senza alcun timore reverenziale. E oggi questo è un gran bel must.

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