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MXGP: e se la prima manche si corresse di sabato?

Alcuni piloti del Mondiale cross stanno criticando il format del weekend di gara, che prevede una manche di qualifica al sabato poco sensata, ma funzionale agli organizzatori. Allora perché non dividere il programma su due giorni, correndo gara 1 al sabato come fa la SBK?

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Jeremy Seewer

La presa di posizione di alcuni piloti della MXGP in Francia (che ha portato nove protagonisti a non scendere in pista per le qualifiche) ha aperto un dibattito che tocca varie tematiche: le condizioni dei tracciati, il dialogo tra promoter e piloti e la manche di qualifica del sabato. Dal punto di vista dei corridori, quest’ultima viene considerata poco costruttiva e troppo rischiosa per generare unicamente una classifica di schieramento al cancello delle due manche della domenica. Così, in molti stanno proponendo soluzioni, tra chi chiede di cancellarla, chi di mettere in palio punti per il Campionato, chi suggerisce di rivoluzionare il format del sabato inserendo momenti di intrattenimento con il pubblico. Dall’altra parte, il promoter Infront Moto Racing ha più volte evidenziato come quella gara sia funzionale a incentivare la presenza al pubblico nella giornata di sabato, indispensabile per sostenere le spese di organizzazione di un GP ai MC locali. Entrambe le opinioni sono sensate e comprensibili, dal nostro punto di vista. Anche se, all’atto pratico, il sabato è un momento in cui si “palleggia” mentre la domenica si impazzisce nella frenesia di un programma fin troppo compresso. Per questo, una soluzione facilmente realizzabile è quella di potenziare la gara del sabato, anziché inibirla, bilanciando il GP sui due giorni, esattamente come ha scelto di fare la SBK alcuni anni fa. Correre, cioè, una manche al sabato e una alla domenica, per entrambe le classi MX2 e MXGP.

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Partenza manche di qualifica MX2 in Germania

Così facendo si darebbe modo al pubblico di vivere due giorni di pari intensità e dignità e si snellirebbe il programma della domenica, attualmente poco attrattivo per le TV nazionali, in difficoltà a trasmettere 4 ore di diretta in concomitanza con altre discipline più seguite. Dividendo tutto su due giorni, si potrebbe sfruttare la fascia meno intasata del sabato pomeriggio proponendo una gara vera e propria, permettere a team e meccanici di lavorare con più tranquillità, dare maggiore tempo ai piloti di recuperare e metabolizzare quanto accaduto in gara 1. Sarebbe un "gioco delle tre carte" in grado di accontentare tutti, senza snaturare la disciplina, mantenendo il format delle due manche su cui si fonda il motocross. Ci sarebbe anche più possibilità di creare momenti di intrattenimento con il pubblico, di occasioni di incontro con i media, di spalmare i contenuti sportivi sul doppio del tempo a parità di investimento. Il tutto finalizzato a riportare l’interesse verso un Mondiale cross che sembra aver bisogno di una scossa per ritrovare quell'interesse che merita.

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