a cura della redazione - 28 febbraio 2020

"Copioli, ti sbagli. Gli EPS sono un valido alleato"

La risposta del Coordinatore Nazionale Aics Motociclismo a quanto affermato dal Presidente FMI Copioli riguardo agli Enti di Promozione Sportiva

Riportiamo di seguito e integralmente quanto scritto da Dario Lamura sulla propria pagina Facebook. Il Coordinatore Nazionale Aics Motociclismo (e Presidente Provinciale Aics Monza e Brianza e Coordinatore Nazionale Aics settore Fuoristrada 4x4) si è espresso in risposta alla nostra intervista a Copioli (cliccate qui per leggerla, se non lo avete ancora fatto, poiché il Presidente FMI entra a gamba tesa sugli enti di promozione sportiva, ribadendo l’illegittimità delle omologazioni degli impianti al di fuori della propria giurisdizione).

“Vorrei fare alcune precisazioni su quanto affermato nell’ intervista apparsa sulla rivista Motociclismo FUORIstrada in merito alle attività' degli Enti di Promozione Sportiva.

1) NON È VERO, come dichiarato dal Pres. Copioli, nell’intervista, che la normativa che consente agli EPS di organizzare attività' Promozionali, anche con modalità' competitive, aggiunge che queste attività' devono essere sviluppate solo a seguito di convenzioni fatte con le federazioni di riferimento. La norma, allo stato attuale, specifica che le attività' sportive amatoriali e promozionali, anche con modalità competitive (quindi con classifica) possono essere organizzate dagli EPS in maniera autonoma ed indipendente (art.2 comma a1 regolamento EPS-CONI). L’attività che un EPS può organizzare solo in presenza di convenzione con la FSN di riferimento è indicata all' art.2 comma a3 ovvero attività' agonistiche di prestazione, da non confondere con le attività promozionali con modalità competitive. La Circolare del Ministero della Sanità 31/1/1983, n.7 – Prot. n° 500.3/Med.Sport – esplicativa del D.M. 18/2/1982 chiarisce che per agonismo si intende “quella forma di attività sportiva praticata sistematicamente e/o continuativamente per il conseguimento di prestazioni sportive di un certo livello. L’attività sportiva agonistica non è quindi sinonimo di competizione. L’aspetto competitivo, da solo, non è sufficiente a configurare come agonistica un’attività sportiva. La qualificazione agonistica a chi svolge attività sportiva, pertanto, è demandata alle Federazioni Sportive Nazionali o agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI” (il virgolettato è il testo integrale della circolare del Ministero). Anche il CONI ha recentemente chiarito che gli EPS possono organizzare attività sportive ANCHE DI RISULTATO, CON CLASSIFICHE ed ha contestualmente posto l'attenzione sulle differenze tra attività' agonistica ed attività' competitiva. L’Allegato 1 del Modello Convenzione FSN_DSA_EPS delibera n. 68 Giunta Nazionale del 26 febbraio 2019 recita al riguardo: "E' opportuno richiamare la dovuta attenzione nella scelta dei termini, in quanto alcuni di essi, seppure di uso corrente e proteiforme, hanno in realtà giuridicamente origini e finalità distinte. Si pensi alla cd “attività sportiva agonistica”, relativamente alla quale, ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Ministro della Sanità 18 febbraio 1982, recante “Norme per la tutela sanitaria dell’attività sportiva agonistica”, si deve tener conto di quanto stabilito dalle norme delle FSN. In base al quadro normativo di riferimento, gli Enti di Promozione Sportiva (EPS) possono comunque praticare “attività fisico-sportive con finalità ricreative e formative” (omiss.) eventualmente anche di risultato, con classifiche, che non siano agonistiche”. In definitiva l’interpretazione, di parte, che ha dato la FMI sul tema e che ha divulgato nel mondo del motociclismo generando incomprensioni ed allarmismi nel mondo EPS, come in questo caso, è che nelle attività di motociclismo dove è presente una componente competitiva non esiste attività amatoriale /promozionale che gli EPS possono organizzare in autonomia ( come invece sancito dalle norme di legge ) ma tutta l’attività è da classificare come Agonistica di prestazione e quindi può essere organizzata solo da FMI o dagli enti convenzionati. Il concetto di cui sopra garantirebbe alla FMI una posizione di monopolio nel mondo delle manifestazioni di motociclismo ma sappiamo benissimo che la legge Italiana ed europea non garantisce alcun monopolio di mercato ad alcuna federazione / sport / disciplina.

2) NON È VERO, come dichiarato dal pres. Copioli, nell’intervista, che gli EPS non vogliono “attuare” convenzioni con la FMI. Prova ne è che esisteva una convenzione tra AICS ed FMI ed una convenzione tra CSEN ed FMI, quest’ultima revocata in maniera unilaterale proprio dal consiglio federale presieduto da Giovanni Copioli non appena insediatosi alla presidenza a gennaio 2017. Io stesso nel 2015 lavorai ad una convenzione tra ACSI ed FMI con l’allora presidente Sesti ma fu chiaro , in quella circostanza , che la FMI non aveva alcuna intenzione di firmare una convenzione che fosse “sostenibile” in quanto fu proposto in una bozza addirittura il divieto di doppio tesseramento …Le convenzioni per essere firmate devono essere….Firmabili! Infine in questi mesi , oltre che un tavolo al CONI, si sono tenuti incontri diretti tra alcuni presidenti di EPS ed FMI proprio per cercare di sottoscrivere delle convenzioni “sostenibili” tra le parti ma le condizioni evidentemente fino a qui proposte non hanno consentito la ratifica tali convenzioni perché’ troppo sbilanciate da una sola parte. Se la FMI avesse realmente la volontà di firmare una convenzione sulla falsariga di quelle già firmate a suo tempo con AICS o CSEN penso che il problema “convenzione” sarebbe già stato risolto da tempo, quantomeno noi di AICS la firmeremmo subito!

3) NON È VERO, come dichiarato dal Pres. Giovanni Copioli che gli Eps agiscono al di fuori delle regolamentazioni! Intanto è da specificare che il CONI ha dato il compito / onere alle FSN di omologare gli impianti sportivi permanenti nell’interesse di tutta la filiera dello sport nazionale e non solo a proprio uso “esclusivo” o come strumento per imporre o negoziare condizioni di monopolio in un mercato “libero” come è quello del motociclismo. Inoltre l’ obbligo di utilizzare un tracciato Omologato dalla FSN di riferimento sussiste solo nel caso in cui l’ EPS voglia organizzare attività Agonistica di prestazione e, pertanto, l’organizzazione di qualsiasi altra attività motociclistica di tipo amatoriale, ludico motoria , promozionale, seppur con modalità competitive , non richiede necessariamente l’atto di formale omologazione del tracciato da parte della F.M.I., fermo restando, ovviamente, la conformità del tracciato alla normativa statale in materia di sicurezza ed ai regolamenti tecnici sportivi. Naturalmente un EPS serio cercherà sempre di utilizzare , quando possibile, e per un determinato tipo di attività ( es Motocross ) Impianti omologati FMI per poter offrire ai propri associati il massimo degli standard di sicurezza, è difficile quindi comprendere perché’ la federazione, che dovrebbe essere “super partes” ed avere come “mission” quella della sicurezza per tutti i motociclisti a prescindere dalla “maglia” ne vieti l’utilizzo agli EPS ( a meno di non firmare convenzioni penalizzanti per gli stessi ) mettendo, tra le altre cose, anche gli stessi gestori di impianti sportivi , che gestiscono un’attività commerciale , in forte difficoltà . Più in generale le norme emanate dalla FMI non dovrebbero incidere ed interferire penalizzando il contesto associativo di altri enti e, laddove ciò dovesse avvenire, è ipotizzabile da parte di FMI un abuso di competenze come avvenuto con la pubblicazione del recente codice etico che, di fatto ,impedisce agli associati FMI di fare parte anche di altre associazioni che perseguono le stesse finalità , questo in aperto contrasto con quanto indicato nell’art. 18 della costituzione Italiana oltre che con l’art. 1 legge 91 del 1981 . Gli EPS sono retti da statuti indipendenti e legittimati dal CONI ed ogni attività statutaria che viene svolta dagli EPS è da ritenersi assolutamente legittima e solo il CONI, e non una FSN attraverso sentenze di presunta attività' illecita pubblicate su pagine Facebook, ha la competenza istituzionale per poter decidere se un’attività di un EPS è lecita o meno. Allo stato attuale nel portale del CONI gli EPS possono inserire attività sportiva dei propri affiliati anche di tipo competitivo senza alcuna limitazione di disciplina, addirittura è anche consentito agli EPS di poter inserire nel portale CONI eventuali piste e/o tracciati ad essi affiliati.

Per tutti i motivi di cui sopra spero che la federazione motociclistica Italiana rifletta sul fatto che gli EPS non sono il male del motociclismo da annientare ma possono rappresentare un valido alleato sul territorio per promuovere il motociclismo di base; la ratifica di una convenzione di reciproca soddisfazione non è che un dettaglio se c’è la vera volontà' di scriverla insieme!”

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