Verso Erzberg, capitolo 3; allenamenti alternativi

La terza puntata della serie "DA 0 A ESTREMO" vede il nostro Andrea abbandonare la moto per sviluppare abilità complementari in sella alla e-bike; oltre a iniziare a fare sul serio in palestra

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Benvenuti al terzo episodio di questa avventura; nello scorso abbiamo parlato della manutenzione della moto, dell'allenamento specifico, per poi lasciare la parola a Sofia. Oggi, invece, parleremo sempre di allenamento, ma in particolare quello che svolgo quando non sono in sella alla moto.

Manca sempre meno all’Erzberg; mi sto allenando duramente per questa gara difficilissima, tanto che ho deciso di ricorrere ad alcuni metodi forti, stravolgere e differenziare ancora di più il mio allenamento dedicando del tempo per fare degli allenamenti (quasi) totalmente “senza motore”. Ho deciso di chiamare un atleta professionista, nonché maestro di MTB (ma anche mio amico), con cui spesso mi alleno d’inverno in moto. Ma questa volta l’obiettivo è farmi dare qualche lezione di e-mtb, dato che lui è davvero un pro a livello internazionale. Qualcuno alla parola “e-bike” potrebbe storcere il naso, ma chi ha detto che non si fa fatica con la bici elettrica? Si fatica eccome e la pedalata assistita ci aiuta a fare fondo e sviluppare un bel fiato. Abitando a 5 km da Finale Ligure sono super fortunato, perché qui è come essere nella mecca europea della MTB e soprattutto d’inverno il clima mite e il terreno sempre in ottime condizioni consentono di poter girare e allenarsi quasi ogni giorno. Non c’è posto migliore per poter sfruttare questa occasione!

È sempre una GASGAS quella che ho sotto il sedere oggi, ma è la Enduro Cross 9.0, una e-bike con tutte le carte in regola per essere totalmente #getonthegas: configurazione ruote Mallet (cioè diametro della ruota anteriore di 29” e 27.5” posteriore), motore Yamaha con 80 Nm di coppia, batteria ad alta efficienza da 630 Wh, cambio 12 velocità, freni a 4 pistoncini e sospensioni da 160 mm di escursione; queste sono solo alcune caratteristiche di questo gioiellino, una vera bici da enduro per potersi allenare al meglio anche nelle condizioni dei trail più tecnici e difficili.

L’appuntamento con Francesco è alle 8.30 a Varigotti, un piccolo borgo del Finalese. Sono veramente entusiasta, scambiamo due chiacchiere e partiamo per la salita con destinazione la località Manie. Mentre saliamo, oltre a goderci lo splendido panorama, approfitto per chiedergli qualche consiglio tecnico per poter sfruttare al meglio questa e-bike in vista dell’Erzberg Rodeo. Una volta arrivati in cima, nei pressi dei prati dove si tiene ogni anno la famosa 24h di MTB, Francesco mi dà alcuni consigli davvero utili: primo tra questi è la scelta delle linee e il guardare sempre avanti. “Vedi Vigno, quando sei in moto non ci fai caso perché hai il motore potente e il comando del gas, invece in bici devi sempre guardare tanto avanti e vedere cosa ti aspetta dopo l’ostacolo che stai facendo, quindi cercare nel più breve tempo possibile di individuare la corretta linea da percorrere, quella che ti farà passare l’ostacolo con il minor dispendio di energie; con la bici ti puoi allenare sicuramente moltissimo su questo aspetto. Idem per il superamento di alcuni ostacoli come salire un muretto o un gradino: con la moto hai il gas e anche se la tecnica non è perfetta puoi riuscire a salire; in bici invece il movimento del tuo corpo deve essere un tutt’uno con il mezzo e devi sfruttare ogni leva e forza in gioco a tuo favore per superare l’ostacolo. Ora lavoriamo bene su questo che dopo ci aspetta la discesa e non sarà un gioco da ragazzi”.

Sembrano piccoli aspetti, ma lavorandoci, queste lezioni di Francesco faranno sicuramente una gran differenza. Nella prima parte della giornata ci siamo quindi concentrati allo studio delle linee, improvvisando le traiettorie su nuove sezioni di percorso, cercando di scegliere immediatamente quella più corretta. Finiti gli esercizi abbiamo poi proseguito il giro percorrendo alcuni trail in salita per poi arrivare all’estremità del monte dove mi ha spiegato ancora alcuni dettagli sull’utilizzo dei freni: “In discesa magari non ci fai caso ma i freni sono fondamentali; in base al terreno che hai sotto le ruote o alla posizione della tua bici puoi affondare la frenata più o meno forte, importante è cercare di non bloccare mai totalmente la ruota dietro perché in quel momento non avrà il giusto grip e non sarà molto efficiente nel diminuire la tua velocità, mentre sull’anteriore devi stare più attento, soprattutto in un terreno cosi smosso e pietroso, molto simile all’Erzberg. È un attimo andare in terra quindi devi modulare bene il freno e dove il terreno lo permette, quando hai la bici non troppo piegata puoi anche affondare per fare una bella staccata profonda, anticipare la curva e uscire con velocità extra”. Finiti gli ultimi preparativi siamo pronti alla super discesa: DH MEN. Il sentiero iconico del finalese, totalmente all’aperto, estremamente tecnico e pendente, così ripido che a un certo punto non si vede più il sentiero, ma sembra di tuffarsi in mare, davvero favoloso!

Stando dietro a Francesco, e facendomi aspettare ogni tanto (lui va davvero fortissimo), ho potuto capire come in alcuni punti del trail, lui scelga traiettorie veramente diverse da quello che avrei fatto io, e passando nei suoi stessi punti ho notato una grande differenza: in sella prendo meno colpi, sono più scorrevole e faccio meno fatica a livello fisico, che tradotto nel mondo della moto da enduro e dell’estremo significa avere beneficio in termini di rapidità di superamento della sezione interessata un bel risparmio di energie. All’Erzberg ogni movimento dovrà essere ben calibrato per cercare di arrivare il più avanti possibile. Finiamo la nostra giornata di allenamento, io con il sorriso a 32 denti stampato in volto, per il grande divertimento e le super lezioni che solo un rider come Francesco poteva darmi. Una volta arrivati in fondo io sono a posto, per oggi; lui invece mi ha salutato con questa frase: “Ciao Vigno io ora vado ad allenarmi, mi raccomando dai gas!”. Incredulo mi sono messo sulla strada di casa e ho capito davvero quanto atleti come Francesco si allenino duramente ogni giorno. Bravo Francesco, grazie e buona stagione di gare!

Ciao motociclisti, sono Francesco Colombo, ho 25 anni e vengo da Varazze, una piccola città che si affaccia sul mar ligure. Sono sempre stato un ragazzo sportivo, ma grazie a mio papà ho scopeto il mondo delle due ruote! Amo la mountain bike in tutte le sue forme, ma è nel downhill che ho trovato la mia passione. Partendo dai campionati nazionali passo dopo passo ho gareggiato nei più importanti circuiti europei e mondiali come IXS European Cup e UCI World Cup, puntando ogni anno a nuovi traguardi.

Nella mia carriera ho gareggiato per le più importanti squadre italiane di carattere internazionale e posso dire di aver imparato molto da ognuna di esse. Ho avuto l’onore di indossare la maglia della nazionale sei volte ai Mondiali e cinque volte agli Europei. Nel corso della mia carriera ho vinto un Campionato Europeo e sono stato tre volte Campione Italiano downhill. Parallelamente all’attività agonistica lavoro come Guida e Istruttore MTB a Finale Ligure, Varazze, Sestri Levante e Pila; frequento inoltre l’Università di Scienze della Comunicazione dell’Università di Genova. Attualmente corro per il PuntoSport Team e sono ambassador europeo di Intense Cycles e Dainese. Sono davvero felice di poter aiutare il mio amico Andrea nel portare avanti questo suo sogno e sono sicuro che oggi con la e-bike imparerà qualcosa di nuovo e utile per migliorare la sua tecnica e arrivare all’Erzberg con un bagaglio di esperienza ancora più ampio.

Passano un paio di giorni, la quantità giusta di tempo per riprendermi dall’uscita in bici e mi arriva una chiamata da Enrico Santamaria: “Ciao Vigno, ho il tuo programma pronto, ti aspetto oggi pomeriggio nel mio studio, così iniziamo a capire come sei messo e su cosa lavorare”. Enrico ha studiato e lavorato duramente per arrivare a essere, ormai da cinque anni, un personal trainer. Con il mio scooterino con parabrezza e bauletto l’ho raggiunto nel suo studio. Dopo aver scambiato un po’ di opinioni mi ha spiegato che superare l’Erzberg non sarà solo un fatto fisico, ma anche mentale; per allenarsi a una gara del genere, infatti, ci vogliono costanza, impegno e specificità. Specificità. Questa parola lì per lì mi ha spiazzato; durante l’allenamento ho capito che in fase di studio del mio programma di allenamento era andato a spulciarsi online ogni aspetto dell’Erzberg, capendo che ci sono salite e discese da togliere il fiato, che spesso bisogna sollevare la moto quasi di peso e che ad essere messi a dura prova sono parecchi muscoli del corpo. Anche questo non sarà un percorso facile, devo cercare di migliorare la mia forza, la resistenza e anche la rapidità e velocità nei movimenti, tenendo sempre in considerazione il mio infortunio al braccio e cercando di non sovraccaricare il gomito; sicuramente questo programma che stiamo sviluppando insieme è fondamentale per poter arrivare preparato al meglio all’Erzberg.

Quando ci eravamo sentiti la prima volta gli avevo anche ricordato che quando vado in moto ho sempre parecchio dolore alle mani, forse anche a causa del mio problemino al braccio. Per questo Enrico non ha voluto inserire esercizi che andassero ad affaticare troppo il gomito, visto che soffro molto anche solo a fare dei normali piegamenti. E poi ci siamo concentrati non tanto sul carico massimo o sul picco di sollevamento pesi, ma più che altro sulla giusta postura da tenere e su una ripetizione più prolungata dell’esercizio, visto che all’Erzberg la gara durerà 4 ore; non servirebbe a nulla avere piena forza per 5 minuti e poi crollare. Una grande importanza è stata data alle gambe, al “core”, vale a dire tutta la muscolatura che si occupa di stabilizzare bacino e colonna vertebrale e infine abbiamo dedicato uno spazio al grip per cercare di migliorare la forza nelle mani per avere un’impugnatura sulle manopole più salda. Il manubrio dovrò tirarlo e spingerlo come non ho mai fatto prima. Manca sempre meno all’Erzberg, non si possono fare i miracoli, ma sicuramente si possono migliorare alcune lacune e alcuni aspetti in cui sono carente. La palestra e l’allenamento al chiuso sono da sempre per me un tallone d’Achille, più che altro per la mancanza di voglia.

Però con Enrico sta andando molto meglio, ho una persona al mio fianco che mi sprona, mi sta dietro, e insieme possiamo vedere i miglioramenti. Mi dà una motivazione reale e concreta per portare avanti questo sogno e raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato. Ovviamente non è facile, ci sto dedicando davvero tanto tempo e spero che questo sforzo verrà ripagato quando saremo in 500 a partire dal fondo di quella cava. E non è assolutamente scontata la partenza per l’Hare Scramble della domenica: infatti il primo grande ostacolo sarà la super selezione che verrà fatta nel Prologo, una prova cronometrata della durata di circa 15 minuti, dove tutti gli iscritti dovranno fare il miglior tempo possibile. Ci sarà una grandissima scrematura, da un totale di circa 1.800 iscritti a numero chiuso, e solo i più veloci 500 potranno avere accesso alla super finale della domenica. Il Prologo può essere considerato come una qualifica, per me sarebbe già un bel traguardo riuscire a schierarmi per la grande gara della domenica; 15 minuti di Prologo non sono molto lunghi e basta davvero niente per mandare in fumo questo super sogno.

Il mio nome è Enrico Santamaria, ho 24 anni e sono un Personal Trainer certificato FIPE (Federazione Italiana Pesistica) e NSCA (National Strength & Condition Association). La mia passione per l’allenamento con i sovraccarichi nasce nel 2014 da semplici allenamenti di potenziamento per il nuoto. Da quel momento ho abbandonato il nuoto e mi sono dedicato totalmente alla palestra. Dopo aver studiato Scienze Motorie all’università di Torino, nel 2019 sono stato per un periodo di 3 mesi negli USA a Los Angeles per ampliare le mie conoscenze, imparare nuove tecniche e soprattutto fare nuove conoscenze in questo mondo. Per cosa sta il nome RNS? (vedi sfondo foto) Resistenza Nello Spazio. Sono un po’ nerd, devo ammetterlo, e visto che gran parte della scienza che sta dietro all’allenamento con i pesi è pura fisica, alzare un peso può essere definito come “muovere resistenza nello spazio”, da qui il nome.

Con Andrea stiamo portando avanti un programma di allenamento e miglioramento della sua forza in generale, ho studiato un programma apposito che oltre ad avere una costanza nel periodo è proprio specifico per lui, per l’enduro estremo e per le sue limitazioni dovute al suo gomito che rende tutto questo suo sogno di correre l’Erzberg Rodeo, molto più complesso, ma sicuramente ancora più appagante. Inoltre ho notato che lui in moto, per compensare il suo handicap, assume una posizione molto diversa dagli altri, addirittura innaturale! Davvero bello poter apprezzare cosa la volontà e il corpo umano riescano a fare per sopperire delle mancanze o dei deficit.

Sarà una prova contro il tempo, a velocità davvero folli e i piloti, quelli più preparati, arriveranno a toccare velocità di 140 km/h. Per quanto possibile vorrei allenarmi per la velocità e per migliorare anche sotto questo punto di vista. La grande famiglia di GASGAS mi ha dato un’opportunità pazzesca e potrò allenarmi per un giorno con un rider che va forte, ma davvero forte! Così mi trovo in garage a preparare il borsone, la cassetta degli attrezzi con tutti i ferri e i lubrificanti Motorex, un paio di Mousse Risemousse un po’ più dure delle solite X-Edition e un treno di gomme Borilli nuove di cui una è da 19”. Non posso dire altro per oggi, ma nel prossimo articolo, scoprirete tutto quello che mi aspetta. Grazie mille di seguirmi ed essere parte di questo grande percorso, come sempre GAS e ci vediamo al prossimo episodio.

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