Cairoli: "Il setup MXGP non si abbina al telaio standard"

Tony racconta al sito VitalMX la sua prima esperienza al Pro Motocross, tra partenze, battaglie e cadute. L'analisi tecnica fa emergere qualche problema ciclistico dovuto a un setting riportato dalla MXGP, non ottimale per il telaio standard nelle difficili condizioni della prima gara al Fox Raceway di Pala. In questa settimana saranno svolti nuovi test per capire meglio la ciclistica di serie, meno rigida rispetto a quella dei prototipi del Mondiale

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Tony Cairoli in azione al Fox Raceway

La prima gara del Pro Motocross è ormai in archivio e ci ha mostrato un Tony Cairoli accorto, tranquillo, letteralmente senza ansia da prestazione. Il risultato finale ci parla di un decimo e un sesto posto, ma ha un peso relativo. Per lui si è trattato della prima gara dopo l'ultimo GP corso a Mantova a novembre 2021, in un Campionato nuovo, su una pista sconosciuta, senza una preparazione specifica. Come più volte dichiarato, il suo programma è quello di partecipare alle prime due prove e poi valutare la situazione, con l'obiettivo di arrivare in forma al Motocross delle Nazioni di RedBud a fine settembre. Al termine della prima gara al Pala Raceway ha rilasciato una intervista video al sito VitalMX.com di cui riportiamo i passaggi principali.

"Nella prima manche mi stavo divertendo molto, prima della caduta a due giri dalla fine senza la quale avrei chiuso sesto. Ho fatto un errore stupido, ho preso una pietra e sono andato oltre il manubrio; ho colpito la gamba accusando un po’ di dolore. Per questo al via della seconda ero un po' frustrato e ho cercato di partire meglio. Nei primi giri c’è stata un po’ di bagarre con Roczen e Tomac ma ne avevano di più e alla fine ho chiuso sesto. Per come siamo messi stare nei primi cinque è un grande risultato, ma anche stare nei 10 va comunque bene. Ho avuto poco tempo per prepararmi a queste gare e il livello è altissimo; Roczen e Sexton sono andati veramente forte, poi c'è un bel gruppetto compatto alle loro spalle. Spero di poter costruire qualcosa di più concreto per la prossima gara. La pista era molto difficile e nelle due gare si è scavata molto. Se non sei preparato in queste condizioni, può essere anche pericoloso".

Quali sono le maggiori differenze tra le moto del Mondiale e quella che hai usato in America?

"Il telaio è diverso, quello della 450 ufficiale è più rigido e anche le sospensioni lavorano diversamente. Per questo i nostri setup non si sono dimostrati efficaci con il telaio standard; sono in programma altri test già questa settimana e spero di trovare piste più bucate rispetto a quelle in cui abbiamo fatto le precedenti prove. Insomma, abbiamo bisogno di fare un po’ di ore, per far crescere il livello della moto in queste condizioni. Ma come dicevo prima, prendo per buono tutto quello che viene".

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